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La Costituzione
della Repubblica Islamica dell’Iran

 

PARTE NONA - Potere Esecutivo
 

*Prima Sezione: La Presidenza

Articolo 113
La Presidenza è la più alta carica ufficiale del Paese dopo la carica della Guida della Rivoluzione42.

Il Presidente è responsabile dell’esecuzione della Legge Costituzionale, del coordinamento dei rapporti fra i tre rami del potere43, e dirige il potere esecutivo tranne che nei casi di responsabilità diretta della Guida44.

Articolo 114
Il Presidente è eletto direttamente dalla popolazione e rimane in carica quattro anni. La sua rielezione è ammessa per un solo periodo consecutivo al primo.

Articolo 115
Il Presidente viene eletto fra le personalità di rilievo in campo religioso e politico che siano in possesso dei seguenti requisiti: origine iraniana per nascita da genitori iraniani, nazionalità iraniana, capacità direttive testimoniate da precedenti esperienze, affidabilità e virtù, lealtà convinta nei confronti dei princìpi del-la Repubblica Islamica dell’Iran e della religione dello Stato.

Articolo 116
Coloro che aspirano all’elezione alla carica di Presidente devono presentare ufficialmente la propria candidatura prima dell’inizio delle elezioni. Le norme relative alle modalità di svolgimento delle elezioni verranno determinate con un’apposita legge.

Articolo 117
Il Presidente è eletto con la maggioranza assoluta dei voti. Tuttavia, qualora nella prima tornata elettorale nessuno dei candidati ottenga tale maggioranza, viene indetta una seconda tornata di votazioni nella giornata di venerdì della settimana successiva, e soltanto i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di suffragi al primo turno possono partecipare alla seconda elezione.

Analogamente, nel caso in cui uno o più fra i candidati che abbiano ottenuto il più alto numero di voti al primo turno ritirassero la propria candidatura, tra i rimanenti candidati verrebbero ammessi alla seconda tornata di votazione i due che avessero ottenuto più suffragi nella votazione precedente.

Articolo 118
Ai sensi dell’Articolo 99 di questa Costituzione, la responsabilità di controllare lo svolgimento delle elezioni presidenziali spetta al Consiglio di Vigilanza. Nel periodo precedente la formazione del primo Consiglio di Vigilanza il compito verrà affidato ad un Organismo appositamente costituito per legge.

Articolo 119
L’elezione del nuovo Presidente deve avere luogo almeno un mese prima che si concluda il mandato presidenziale precedente. Nell’intervallo fra l’avvenuta elezione del nuovo Presidente e la conclusione del mandato del suo predecessore, i doveri presidenziali sono responsabilità del Presidente precedentemente in carica.

Articolo 120
Nel caso in cui nei dieci giorni precedenti l’elezione si verifichi il decesso di uno dei candidati alla carica di Presidente, la cui eleggibilità sia già stata verificata in base a questa Costituzione, l’elezione stessa viene postposta di due settimane. La medesima procedura si applica nel caso in cui, durante l’intervallo fra la prima e la seconda tornata di votazioni, si verifichi il decesso di uno dei due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti nel primo turno elettorale.

Articolo 121
Il Presidente eletto presta giuramento davanti all’Assemblea Nazionale riunita in sessione speciale alla presenza del Capo della Corte Suprema e dei Membri del Consiglio di Vigilanza, apponendo la propria firma in calce al seguente testo:

“Nel Nome di Dio Clemente e Misericordioso, io, in qualità di Presidente della Repubblica, giuro sul sacro Corano e di fronte al popolo iraniano, nel Nome di Dio Onnipotente, di difendere la religione ufficiale dello Stato, la Repubblica Isla-mica e la Costituzione del Paese; di consacrare ogni mia forza e capacità in massimo grado al rispetto ed al compimento delle mie responsabilità; di dedicarmi al servizio del popolo e alla grandezza del Paese, alla diffusione della religione e della moralità; di tutelare il diritto e la giustizia; di astenermi da qualsiasi arbitrio; di salvaguardare la libertà e la dignità degli individui e i diritti del popolo riconosciuti a tutti gli individui dalla Costi-tuzione; di non risparmiare alcuno sforzo nel difendere e custodire i confini del Paese tutelando l’indipendenza politica, economica e culturale della Nazione. Con l’aiuto di Dio e seguendo l’esempio del Profeta dell’Islam e dei Santi Imam, giuro di onorare con onestà e dedizione il mandato che il popolo mi ha affidato in sacro pegno e di trasmetterlo a chi verrà scelto dal popolo dopo di me”.

Articolo 122
Nell’adempimento dei propri doveri e nell’esercizio del proprio potere il Presidente è responsabile di fronte al popolo. Le norme riguardanti le sue eventuali trasgressioni saranno determinate per legge.

Articolo 123
Il Presidente controfirma le leggi approvate dall’Assemblea Na-zionale ed i risultati dei referendum dopo che essi abbiano se-guito l’iter prescritto e siano stati sottoposti al Presidente. Il Pre-sidente li trasmette poi alle autorità competenti responsabili della loro esecuzione.

Articolo 124
Il Presidente presenterà il candidato di sua scelta per la carica di Primo Ministro. Ottenuta la fiducia dell’Assemblea Nazionale, il Presidente procederà a conferirgli l’incarico.

Articolo 125
Il Presidente, o un suo rappresentante legale, è incaricato della firma dei trattati, delle convenzioni, degli accordi stipulati dal Governo dell’Iran con i Governi di altri Stati, come pure degli accordi raggiunti negli Organismi internazionali, previa approvazione da parte dell’Assemblea Nazionale.

Articolo 126
I decreti e i quadri normativi prodotti dal Governo, dopo essere stati approvati dal Consiglio dei Ministri, vengono sottoposti all’attenzione del Presidente. Qualora li ritenga incompatibili con le leggi in vigore, egli, motivando debitamente la propria decisione, li rimanda al Consiglio dei Ministri perché li riesamini.

Articolo 127
Ogniqualvolta il Presidente lo ritenga necessario, il Consiglio dei Ministri si riunisce in sua presenza e sotto la sua Presidenza.

Articolo 128
Il Presidente firma le credenziali degli ambasciatori iraniani destinati in altri Stati e riceve le credenziali presentate dagli ambasciatori stranieri in Iran.

Articolo 129
E’ prerogativa del Presidente il conferimento dei riconoscimenti onorifici dello Stato.

Articolo 130
In caso di assenza o di malattia del Presidente, le sue funzioni sono esercitate da un Consiglio Provvisorio composto dal Primo Ministro, dal Presidente dell’Assemblea Nazionale e dal Capo della Corte Suprema, purché l’assenza non sia superiore a due mesi.

Nel caso di destituzione del Presidente, o nel caso in cui il mandato presidenziale giunga a scadenza senza che, per particolari motivi, sia stato eletto il nuovo Presidente, le funzioni presidenziali sono svolte dal medesimo Consiglio.

Articolo 131
Nel caso di decesso, dimissioni o destituzione del Presidente, o nel caso in cui la sua assenza, dovuta a malattia o ad altri motivi, si protragga oltre il periodo di due mesi, il Consiglio Prov-visorio di Presidenza45 ha il compito di provvedere ad organizzare l’elezione del nuovo Presidente entro il termine massimo di cinquanta giorni, durante i quali il Consiglio Provvisorio assume tutte le responsabilità, i doveri e i poteri del Presidente, ad eccezione di quanto concerne il referendum.

Articolo 132
Nel periodo in cui la carica presidenziale è assunta dal Consiglio Provvisorio, il Governo non può essere messo in stato di accusa, né può ricevere voto di sfiducia, né è lecito procedere a revisioni della Costituzione.

*Seconda sezione: il Primo Ministro e i Ministri

Articolo 133
I Ministri, su proposta del Primo Ministro46 e con l’approvazione del Presidente, sono presentati all’Assemblea Nazionale per riceverne il voto di fiducia. Il numero dei Ministri e l’ambito delle rispettive competenze e giurisdizioni sono determinati da apposita legge47.

Articolo 134
Il Consiglio dei Ministri è presieduto dal Primo Ministro, che vigila sull’attività dei Ministri stessi e adotta le misure necessarie al coordinamento delle decisioni del governo. Il Primo Mini-stro inoltre elabora la linea politica e programmatica del governo, in collaborazione con i Ministri, ed applica la legge. Il Primo Ministro risponde al Parlamento dell’operato dei Ministri.

Articolo 135
Il Primo Ministro rimane in carica fintanto che gode della fiducia dell’Assemblea Nazionale48.

Il Consiglio dei Ministri presenta le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica.

Il Primo Ministro rimane in carica sino alla formazione di un nuovo Consiglio dei Ministri.

Articolo 136
Quando il Primo Ministro intende destituire uno dei Ministri e sostituirlo con altra persona, tale destituzione, e la nuova nomina, devono essere ratificate dal Presidente. Il nuovo Ministro de-ve quindi ottenere il voto di fiducia dell’Assemblea Nazionale.

Nel caso in cui, dopo che il Consiglio dei Ministri ha ottenuto il voto di fiducia dell’Assemblea Nazionale, vengano sostituiti non meno della metà dei Ministri, il Governo deve chiedere di nuovo la fiducia parlamentare.

Articolo 137
Ciascun Ministro è responsabile, davanti all’Assemblea Na-zionale, del proprio operato nello svolgimento delle proprie funzioni, ma nei casi in cui la materia sia stata approvata dal Con-siglio dei Ministri, ciascun Ministro è responsabile anche dell’operato degli altri Ministri.

Articolo 138
Oltre ai casi in cui il Consiglio dei Ministri o un singolo Ministro sono competenti e responsabili dell’elaborazione dei regolamenti esecutivi delle leggi, il Consiglio dei Ministri ha il diritto di emanare decreti e regolamenti per lo svolgimento delle funzioni amministrative, per l’applicazione delle leggi e per l’ordinamento degli organismi amministrativi. Ciascun Mi-nistro, nell’ambito delle proprie funzioni e dei decreti del Con-siglio dei Ministri, ha la facoltà di elaborare regolamenti ed emettere circolari, il cui contenuto non deve essere contrario alla lettera e allo spirito della legge.

Articolo 139
Qualsiasi proposta di soluzione a controversie riguardanti la proprietà pubblica o governativa o di deferimento delle medesime questioni a un arbitrato è soggetta all’approvazione del Con-siglio dei Ministri, e deve essere comunicata all’Assemblea Na-zionale. Nel caso in cui la controparte nella vertenza sia straniera, o la questione assuma rilevante importanza interna di interesse generale, è necessaria l’approvazione da parte dell’As-semblea Nazionale. L’importanza dei singoli casi è specificata da apposita legge.

Articolo 140
Qualora il Presidente, il Primo Ministro o uno dei Ministri siano accusati di aver commesso reati comuni, il procedimento giudiziario è di competenza del Tribunale ordinario. Di tale procedimento deve essere informata l’Assemblea Nazionale.

Articolo 141
Il Presidente, il Primo Ministro, i Ministri e i dipendenti dello Stato non possono svolgere più di un lavoro statale, né possono svolgere alcuna altra attività in enti od organizzazioni il cui capitale sia interamente o in parte di proprietà del governo o di istituzioni pubbliche. Inoltre essi non possono lavorare come avvocati nei tribunali giudiziari, come consulenti legali, né ricoprire la carica di presidente, direttore amministrativo o membro del comitato direttivo in alcun tipo di società privata, eccettuate le società cooperative di istituzioni e fondazioni. Il divieto non si applica agli incarichi di tipo educativo nelle Università e negli istituti di ricerca. In caso di necessità il Primo Ministro può assumere in via provvisoria la responsabilità di funzione di altri Ministri.

Articolo 142
I patrimoni della Guida della Rivoluzione o dei Membri del Consiglio Direttivo, del Presidente, del primo Ministro, dei Mi-nistri, delle loro mogli e dei loro figli sono sottoposti all’ispezione della Corte Suprema sia prima dell’entrata in carica sia al termine del mandato, per verificare che nessuna proprietà sia stata acquisita in modo illegale.

*Terza Sezione:L’Esercito

e il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione

Articolo 143
L’esercito della Repubblica Islamica dell’Iran ha il compito di difendere l’indipendenza e l’integrità territoriale del Paese e di tutelare il sistema repubblicano islamico della nazione.

Articolo 144
L’esercito della Repubblica Islamica dell’Iran è un esercito islamico, a base popolare ed ideologicamente ispirato; esso recluterà persone competenti, fedeli agli ideali della Rivoluzione Isla-mica e pronte al sacrificio per la loro realizzazione.

Articolo 145
Nessuno straniero può essere reclutato nell’esercito o nelle forze di polizia del Paese.

Articolo 146
E’ vietata l’installazione in Iran di basi militari straniere anche quando proposta per scopi di pace.

Articolo 147
In tempo di pace, il Governo deve servirsi degli uomini e dell’equipaggiamento tecnico dell’esercito in opere di assistenza nei settori dell’educazione scolastica e della produzione curati dai Corpi della Ricostruzione, nel pieno rispetto dei precetti della giustizia islamica, a condizione che la preparazione militare dell’esercito non ne venga danneggiata.

Articolo 148
E’ vietato qualsiasi utilizzo a scopo personale dei mezzi dell’esercito, come pure l’uso personale dei suoi membri in qualità di attendenti o autisti o per attività analoghe.

Articolo 149
La promozione e la degradazione del personale militare sono regolamentate dalla legge.

Articolo 150
Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, fondato nei primi giorni della vittoria di questa Rivoluzione, continua a svolgere le proprie funzioni di difesa della Rivoluzione stessa e delle sue conquiste. Le prerogative e i doveri di tale Corpo in rapporto alle prerogative e ai doveri delle altre forze armate saranno regolamentati dalla legge, che promuoverà la cooperazione fraterna ed il coordinamento di tutte le forze in questione.

Articolo 151
In conformità al sacro Versetto coranico “E preparate tutte le forze che potrete raccogliere e i cavalli addestrati per incutere paura al nemico di Allah e vostro e altri ancora che voi non conoscete ma che Allah conosce” (8: 60), il governo ha il dovere di mettere a disposizione di tutto il popolo le opportunità e gli strumenti necessari per l’addestramento militare in base alle norme islamiche, così che tutti i cittadini della nazione siano in grado di provvedere alla difesa armata del Paese e della Repub-blica Islamica dell’Iran. Tuttavia, il possesso di armi deve essere autorizzato dalle autorità competenti.

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